Far finta di essere sani

Attorno ai letti in cui soffrono – e muoiono –  migliaia di italiani, attorno agli ospedali in cui medici e infermieri si prodigano instancabilmente – anche per rimediare a un’organizzazione sanitaria indebolita e sfregiata da tagli e logiche rapaci – , attorno alle case in cui il disagio dell’isolamento si unisce all’apprensione per sé e per i propri cari e alla preoccupazione per il futuro di tutti, si è ormai scatenata una macabra danza di politici irresponsabili e di demagoghi sfaccendati che seminano ad arte i germi del catastrofismo con l’intenzione non tanto nascosta di evocare il “tanto peggio, tanto meglio”. Gente che dipinge un’Italia in preda a jacquerie e assalti ai forni – anzi sembra spingerla verso questo scenario-  con l’intento di lucrare qualche spicciolo di consenso sulla tragedia degli italiani. Tra loro c’è chi a questo esito affida le proprie speranze di nascondere il fallimento delle proprie imprese politiche, di quelle di ieri e di quelle più recenti. Chi da subito aveva mostrato –nei partiti di opposizione e sui giornali-  una irriducibile avversione nei confronti del governo “giallo- rosso” aspetta con ansia di poter dire: avete visto, l’avevamo detto. Continua a leggere “Far finta di essere sani”

Viviamo “strani giorni”

Viviamo “strani giorni”. Giorni di sospensione e di incertezza, giorni vissuti in apnea. Giorni nei quali le ansie per sé e per i propri famigliari convivono con un rinnovato senso di appartenenza che ci rende partecipi di una comune sollecitudine, che fa delle vite degli altri un bene comune di cui preoccuparci. La trama del possibile “contagio” è una rete invisibile della quale sentiamo di essere parte. Avvertiamo, come se prima non fosse così, come se solo ora ce ne fossimo resi conto, il legame profondo che lega ciascuno alla comunità di cui è parte. Viviamo strani giorni. Continua a leggere “Viviamo “strani giorni””