Fermi di destra per la destra, non per Como

Ve lo devo confessare. Che Fermi (o un altro degli eletti di Como) possa o no diventare assessore nella giunta di destra della Regione Lombardia è cosa di cui non mi importa assolutamente un fico secco. E poi mica stiamo parlando di Enrico Fermi, ma del recordman di preferenze di Forza Italia alle sue ultime battute.

Dice: così Como sarebbe più forte: le categorie organizzate conterebbero di più eccetera eccetera. Argumentum ontologicum a cui si possono obiettare però un paio di cosette. Intanto che l’avvocato Fermi Alessandro se lo sono eletti quelli di destra e loro deve rappresentare (e certamente questo farà). Se poi se la sentirà di fare da portavoce di qualcosa e di qualcuno, si immagina che porterebbe nel governo della Regione le istanze di quelli che lo hanno eletto, magari nello spirito delle ordinanze di Landriscina e del nichilismo operativo delle maggioranze locali, e non certo le ragioni di una maggiore giustizia sociale, del superamento del precariato, di una scuola di qualità aperta a tutti e di una sanità pubblica meno costosa per i malati.

Nessuno, sulla scheda elettorale, ha trovato il simbolo di Como o si è accorto che bisognava votare contro Lodi o Varese. Il mandato degli elettori non è uno scherzo, e continuando a confondere le acque non si fa nessun buon servizio alla politica; anzi, continuando a negare valore al confronto, allo scontro, alla conta – senza cui non c’è nessuna democrazia – si finisce per scambiarla per una cosa che nemmeno le assomiglia. E poi, questa levata di scudi a favore del candidato di Forza Italia da parte di organizzazioni che da anni non riescono a dire una sola cosa sensata sul territorio è davvero curiosa, se si pensa che, in fondo, il partito di Berlusconi è uscito malconcio dal voto anche a Como. Perché allora nessun endorsement, poniamo, a favore degli eletti della Lega? Forse perché Fabrizio Turba non ha il fisico?

Fossimo Alessandro Fermi, poi, conoscendo chi ha promosso la campagna per la sua nomina assessorile, toccheremmo ferro: è gente che in questi anni, non ne ha azzeccata una nemmeno per sbaglio. Vai con le cartoline a Renzi (e poi interviene la Regione, salvo poi non concludere gran che). Realizziamo il campus al San Martino (e poi spunta fuori l’aborto di Villa Olmo). Completiamo la tangenziale di Como (e del progetto si sono perse le tracce). Votate il nostro amico Traglio (e per poco non va nemmeno al ballottaggio). Aboliamo il pedaggio di Pedemontana (e le bollette continuano ad arrivare). E certamente ci siamo scordati di qualche altra profezia andata di traverso. E poi dice che uno non se la deve prendere con Pertini. [Emilio Russo]

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